Di notte, in RSA, il tempo scorre in modo diverso.
Un allarme che suona, un familiare che chiama, un ospite che ha bisogno. In mezzo, operatori che corrono tra stanze, fogli, post-it, moduli da firmare. È proprio da qui – non da un ufficio marketing o da un laboratorio IT – che è nata ABCevo: dalla fatica quotidiana di una struttura socio-sanitaria reale, che aveva bisogno di uno strumento più umano prima ancora che più tecnologico.

Oggi ABCevo è la cartella socio-sanitaria informatizzata di Margotta Medical: una piattaforma digitale costruita insieme alle strutture, che cresce ogni anno grazie ai suggerimenti di chi la usa sul campo. In questo articolo proviamo a raccontarla partendo dai bisogni delle RSA, dai dati sulla sanità digitale in Italia e da ciò che la rende, per chi la sceglie, la soluzione più completa e orientata al miglioramento continuo presente sul mercato.

RSA sotto pressione: perché la cartella informatizzata non è (solo) un software

In Italia si stimano circa 3.300 RSA, per oltre 300.000 posti letto, con un’utenza composta in larga parte da grandi anziani: il 58% ha più di 85 anni e circa l’80% non è autosufficiente.

Dietro questi numeri ci sono contesti organizzativi complessi:

  • personale spesso sottodimensionato;

  • bisogni clinici e assistenziali sempre più articolati;

  • richieste crescenti di trasparenza da parte delle famiglie;

  • un quadro normativo che spinge verso responsabilità chiare, tracciabilità e gestione del rischio sanitario.

In questo scenario, la cartella socio-sanitaria informatizzata non è un “di più tecnologico”, ma il punto in cui si incontrano cura, organizzazione, responsabilità legale e relazione con le famiglie.

Cosa dicono i dati sulla digitalizzazione in sanità

La trasformazione digitale del sistema sanitario italiano non è più un’ipotesi: è in corso, e i dati lo confermano.

  • Nel 2023 la spesa per la sanità digitale ha raggiunto i 2,2 miliardi di euro (+22% rispetto al 2022).

  • Nel 2024–2025 la spesa è cresciuta ulteriormente fino a 2,47 miliardi di euro (+12%), con la Cartella Clinica Elettronica indicata tra le priorità di investimento insieme a telemedicina e sistemi di integrazione.

  • L’85% delle strutture sanitarie italiane dichiara di avere una Cartella Clinica Elettronica attiva, ma il suo utilizzo effettivo da parte dei professionisti si ferma intorno al 62%: segno che la tecnologia c’è, ma non sempre è davvero integrata nel lavoro quotidiano.

Anche l’esperienza del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) offre indicazioni concrete: i medici che lo usano riferiscono che il FSE:

  • riduce il tempo necessario per reperire le informazioni nel 70% degli specialisti e nel 65% dei medici di medicina generale;

  • semplifica la lettura dei documenti scambiati nel 70% degli specialisti e nel 60% dei MMG.

In altre parole: quando i dati sono disponibili, ordinati e integrati, il tempo degli operatori torna a concentrarsi sulla cura invece che sulla ricerca dei documenti.

La letteratura italiana sulla cartella clinica elettronica conferma questo quadro: gli studi del CERGAS Bocconi evidenziano risparmi di tempo significativi, riduzione dei costi legati alla carta e alle pellicole radiografiche, migliore qualità delle informazioni e impatti diretti sul risk management grazie alla riduzione degli errori clinici e dei ritardi decisionali dovuti alla mancanza di dati.

Analogamente, le analisi sulla cartella infermieristica informatizzata sottolineano come la digitalizzazione:

  • prevenga errori nella somministrazione dei farmaci;

  • migliori la tracciabilità degli interventi;

  • rafforzi il valore legale della documentazione infermieristica, oggi parte integrante a pieno titolo della documentazione sanitaria.

Per una RSA – dove ogni caduta, ogni errore di terapia, ogni mancata comunicazione può tradursi in rischio per l’Ospite e in responsabilità per la struttura – questi non sono benefici astratti, ma leve concrete di sicurezza e sostenibilità.

ABCevo: una cartella nata dentro una struttura socio-sanitaria

In questo contesto si colloca ABCevo. La sua caratteristica distintiva non è solo la tecnologia, ma il luogo in cui è nata: una struttura socio-sanitaria reale, con operatori, turni, urgenze, verifiche di accreditamento e bisogni quotidiani.

Questo significa che, sin dall’inizio:

  • le schermate sono state pensate per chi compila decine di schede al giorno, non per chi progetta software in astratto;

  • i flussi seguono il percorso dell’Ospite (ingresso, valutazioni, PAI, diario, terapie, outcome) così come avviene davvero in RSA, non come su un diagramma ideale;

  • le funzioni sono state aggiunte, modificate o semplificate sulla base dei feedback concreti di infermieri, OSS, fisioterapisti, coordinatori e direzioni.

Nel tempo, ABCevo è diventata una piattaforma sviluppata a quattro mani: Margotta Medical da una parte, le strutture clienti dall’altra. Ogni richiesta – una stampa in più, una vista riassuntiva per il medico, un filtro per l’audit, un alert per il rischio – è stata l’occasione per allargare, affinare e rendere sempre più completa la cartella.

Una delle cartelle più complete e “migliorative” per la long term care

Quello che possiamo affermare con onestà è che ABCevo si è progressivamente posizionata, nell’esperienza delle strutture che la utilizzano, come una delle soluzioni più complete dedicate alla long term care, grazie ad alcuni elementi chiave.

1. Copre l’intero percorso socio-sanitario dell’Ospite

ABCevo segue l’ospite dal momento della presa in carico fino alla dimissione, integrando:

  • dati anagrafici e amministrativi;

  • valutazioni multidimensionali (cliniche, funzionali, cognitive, sociali);

  • PAI, obiettivi, interventi programmati e loro esito;

  • diario clinico e infermieristico integrato;

  • gestione della terapia farmacologica e delle somministrazioni;

  • scale di rischio (cadute, lesioni da pressione, malnutrizione, ecc.);

  • documenti allegati, consensi, referti.

Questa visione d’insieme non è solo comoda: è ciò che permette di collegare assistenza quotidiana, valutazione multidimensionale e prevenzione del rischio sanitario, in linea con le indicazioni più recenti sulla sicurezza del paziente.

2. È pensata per chi lavora in RSA, non solo per chi “fa sanità”

Il mondo delle RSA non è un ospedale in miniatura: ha logiche proprie, mix di competenze diverse, un forte peso delle dimensioni relazionali e alberghiere, una cronica scarsità di tempo e personale. Le ricerche Ipsos sulle RSA italiane ricordano ostacoli ben noti: costi di investimento, resistenze del personale poco digitalizzato, difficoltà infrastrutturali.

ABCevo prova a rispondere a questi vincoli in modo pragmatico:

  • interfacce essenziali, pensate per essere lette e compilate rapidamente;

  • percorsi guidati che riducono errori di inserimento e omissioni;

  • viste diverse per ruoli diversi (coordinatore, infermiere, OSS, medico, direzione);

  • possibilità di estrarre report già strutturati per audit interni, accreditamenti, verifica degli indicatori.

Il risultato è una cartella che non “aggiunge lavoro” ma sposta lavoro: meno tempo a cercare documenti e ricopiare dati, più tempo con l’Ospite.

3. È un motore di miglioramento continuo, non solo un archivio

La grande sfida oggi non è più solo “registrare ciò che facciamo”, ma usare i dati per migliorare ciò che facciamo. Le esperienze di valutazione della cartella clinica elettronica in Italia mostrano come la digitalizzazione:

  • migliori la qualità dell’informazione (completezza, leggibilità, tracciabilità);

  • faciliti audit, indicatori e sistemi di qualità;

  • supporti il risk management grazie alla possibilità di misurare errori, eventi avversi, ritardi decisionali.

ABCevo nasce proprio in questa prospettiva: non solo come “registro digitale”, ma come strumento di governo della struttura. Attraverso cruscotti, estrazioni dati e report, la direzione può:

  • monitorare l’andamento degli indicatori di rischio (cadute, lesioni, contenziosi, uso di farmaci ad alto rischio);

  • individuare aree critiche o reparti in sofferenza;

  • misurare l’impatto delle azioni correttive e dei progetti di miglioramento.

In altre parole, la cartella diventa la base dati per costruire – davvero – una cultura di qualità e sicurezza, in linea con le aspettative normative e assicurative che sempre più riguardano anche le strutture socio-sanitarie.

Una tecnologia che resta umana

La sanità digitale, da sola, non cura nessuno. Lo ricorda anche l’Osservatorio Sanità Digitale quando sottolinea che, senza un cambiamento organizzativo e culturale, gli investimenti rischiano di non tradursi in benefici per operatori e cittadini.

Per Margotta Medical, ABCevo è lo strumento attraverso cui provare a tenere insieme due esigenze solo apparentemente opposte:

  • la precisione della documentazione, necessaria oggi sul piano clinico, legale e organizzativo;

  • la centralità della relazione, che resta il cuore del lavoro in RSA: uno sguardo, una parola, il tempo dedicato all’ospite e alla sua famiglia.

Ogni miglioramento della cartella – una schermata semplificata, un alert in più, un report che si compila con un clic – ha un obiettivo molto concreto: restituire tempo e spazio di qualità alle persone, a chi si prende cura e a chi viene curato.

Fonti (selezione)

  • Osservatorio Sanità Digitale, La spesa per la Sanità digitale cresce a 2,2 miliardi di euro, +22%, 2024.

  • Osservatorio Sanità Digitale, Sanità Digitale: i germogli della trasformazione, 2025.

  • Deventi F., RSA, quali tecnologie per un’evoluzione organizzativa: le ricerche, Agenda Digitale, 2021.

  • Caccia C., La valutazione degli impatti della cartella clinica elettronica, in: L’aziendalizzazione della sanità in Italia. Rapporto OASI 2009, CERGAS–Bocconi, 2009.

  • Tesi UnivPM, Cartella infermieristica informatizzata: i vantaggi del digitale, Università Politecnica delle Marche, 2018.

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