La valutazione multidimensionale come strumento di prevenzione

Nel lavoro quotidiano delle strutture socio-sanitarie la Valutazione Multidimensionale (VMD) viene spesso percepita come un adempimento burocratico legato all’ingresso dell’Ospite o come un obbligo documentale da assolvere per la conformità normativa. In realtà, se utilizzata in modo corretto e continuativo, la VMD rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire il rischio sanitario e ridurre eventi avversi quali cadute, errori assistenziali, riacutizzazioni improvvise e contestazioni da parte delle famiglie.
Valutare la persona nella sua complessità
La valutazione multidimensionale nasce con l’obiettivo di osservare la persona nella sua globalità, analizzando in modo integrato gli aspetti clinici, funzionali, cognitivi, nutrizionali, psicologici e sociali. Questo approccio supera la visione frammentata dell’Ospite e consente di cogliere correlazioni spesso invisibili se si considerano separatamente i singoli problemi.
Ogni dimensione è anche un’area di rischio
Ciò che spesso viene sottovalutato è che ogni area valutata corrisponde a una specifica area di rischio: la ridotta autonomia motoria si associa all’aumento delle cadute; il decadimento cognitivo espone a problemi di aderenza terapeutica; uno stato nutrizionale compromesso favorisce disidratazione e lesioni da pressione; fragilità emotive e isolamento incidono sull’accettazione delle cure.
In quest’ottica, la VMD si configura come una vera mappa dei rischi personalizzati dell’Ospite, indispensabile per indirizzare correttamente gli interventi assistenziali.
La funzione preventiva della valutazione multidimensionale
Il vero valore della valutazione emerge quando viene utilizzata in chiave preventiva. Analizzare per tempo i segnali di instabilità consente di intervenire prima che la criticità si trasformi in evento avverso.
Un lieve peggioramento dell’equilibrio può portare all’attivazione di un intervento fisioterapico mirato; un’alterazione cognitiva può suggerire una revisione delle procedure farmacologiche; un calo dell’appetito può accompagnarsi a un precoce supporto nutrizionale.
In questi casi la VMD permette di passare dalla gestione del danno alla protezione anticipata della persona.
Valutazione continua: la chiave dell’efficacia
Affinché questo approccio sia realmente efficace, la valutazione non può essere considerata una fotografia statica scattata all’ingresso dell’Ospite. Le condizioni cliniche e funzionali della popolazione fragile cambiano rapidamente: per questo la VMD deve diventare un processo continuo, alimentato da rivalutazioni periodiche, osservazioni quotidiane e confronto costante tra le diverse figure professionali dell’équipe multidisciplinare.
Depositare dati senza aggiornarli significa perdere l’occasione di intercettare precocemente le evoluzioni negative ed esporsi a rischi evitabili.
Il ruolo del digitale nella gestione della VMD
In questo contesto il supporto degli strumenti digitali assume un ruolo strategico. La gestione informatizzata della valutazione consente di superare le criticità della documentazione cartacea: difficoltà di consultazione, dispersione delle informazioni, assenza di una visione dinamica dell’evoluzione clinica.
Le piattaforme dedicate permettono di:
- aggiornare rapidamente le schede valutative;
- calcolare indicatori di rischio integrati;
- generare segnalazioni su peggioramenti improvvisi;
- condividere i dati tra operatori in tempo reale.
La VMD si trasforma così in un cruscotto permanente di monitoraggio clinico-assistenziale, pienamente integrato nei processi di gestione del rischio.
VMD e cultura organizzativa della sicurezza
Un impiego strutturato della valutazione multidimensionale contribuisce allo sviluppo di una cultura organizzativa orientata alla sicurezza. Favorisce il lavoro in équipe, migliora la comunicazione tra OSS, infermieri, medici e coordinatori, rafforza la segnalazione precoce delle criticità e garantisce una tracciabilità chiara delle decisioni assistenziali.
Benefici concreti per Ospiti e strutture
I risultati sono misurabili e incidono direttamente sulla qualità dei servizi:
Per gli Ospiti:
- maggiore sicurezza;
- assistenza realmente personalizzata;
- riduzione di eventi traumatici o evitabili.
Per le strutture:
- diminuzione degli eventi avversi;
- riduzione dei reclami e del contenzioso;
- miglioramento della compliance normativa;
- rafforzamento della qualità organizzativa complessiva.
Conclusioni: valutare per proteggere
In un sistema socio-sanitario sempre più chiamato a garantire qualità, sicurezza e responsabilità, la valutazione multidimensionale non può essere ridotta a una semplice scheda da compilare.
Essa rappresenta uno degli strumenti centrali per la prevenzione del rischio sanitario e per la tutela complessiva della persona assistita.
Investire in una corretta gestione della VMD significa investire in prevenzione, protezione e miglioramento continuo dei servizi socio-sanitari.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità, Linee guida sulla Valutazione Multidimensionale della persona anziana, 2023
- Ministero della Salute, Raccomandazione n.13 – Prevenzione e gestione della caduta del paziente nelle strutture sanitarie, 2011 (aggiornata)
- Sistema Nazionale Linee Guida – Regioni, Fragilità dell’anziano: presa in carico multidimensionale, 2013
- Castaldo A., Bagarolo R., Analisi dell’incident reporting delle cadute in RSA, Luoghi di Cura, 2012
- Nurse24, Prevenzione delle cadute in RSA e a domicilio del paziente fragile, 2021
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