Cadute nelle RSA: dalla gestione dell'evento alla prevenzione attraverso il risk management
.png&w=3840&q=75)
Nelle RSA, il fenomeno delle cadute degli anziani rappresenta un problema importante e la sua prevenzione rappresenta una necessità e una priorità, oltre ad essere uno degli eventi più frequenti all'interno di strutture di questo tipo.
Stando un report dell'Istat del 2021 sullo stato di salute delle persone anziane in Italia, nel 2019 erano quasi 4 milioni gli over 65 con gravi difficoltà nelle attività funzionali di base, ossia il 28.4 % della popolazione di 65 anni e più. Fra questi, risultava che quasi 3 milioni facessero molta fatica a camminare e a salire o scendere le scale senza l'aiuto di una persona o di ausili.
Se la prevenzione delle cadute si affida principalmente ad interventi ambientali e comportamentali, la realtà delle strutture sanitarie e socio-sanitarie ci ricorda che il rischio zero non esiste.
Proprio perché si tratta di uno degli eventi più frequenti e rischiosi in struttura, diventa fondamentale adottare un radicale cambio di prospettiva: l'attenzione non può quindi esaurirsi nel tentativo di evitare l'evento, ma deve spostarsi sulla capacità di gestirne il rischio in modo sistematico ed efficace quando questo si manifesta.
Oltre la prevenzione: analizzare il post-caduta
Accettare il limite fisiologico del rischio significa riconoscere che, nonostante ogni misura preventiva, le cadute in RSA possono verificarsi. Quando questo accade, il momento cruciale per la struttura inizia subito dopo il primo soccorso.
Diventa fondamentale adottare un approccio strutturato di post-fall assessment. Non basta registrare l'evento sul diario clinico: serve un'analisi immediata che valuti la dinamica, il contesto e identifichi i fattori contribuenti. L'obiettivo non è descrivere freddamente il fatto, ma comprenderne i motivi profondi per evitare che si ripeta.
Dal singolo episodio al dato strategico
Le cadute raramente sono frutto del caso; nascono quasi sempre da una combinazione di concause organizzative e cliniche. Se analizzate correttamente, le cadute smettono di essere un "incidente isolato" e si trasforma in un prezioso indicatore di salute dell'intero sistema.
Questo salto di qualità nell'analisi non è più solo una scelta di buon senso, ma un preciso obbligo normativo. Con l'entrata in vigore del D.M. 232/2023 (decreto attuativo della Legge Gelli-Bianco), la gestione del rischio clinico è diventata mandatoria per tutte le strutture socio-sanitarie. La legge è chiara: la sicurezza delle cure è parte integrante del diritto alla salute. Oggi le RSA hanno l'obbligo formale di attivare sistemi rigorosi di Incident Reporting, monitorare i near miss (i quasi-eventi) e predisporre una relazione annuale consuntiva sugli eventi avversi.
Una gestione del rischio strutturata con ABCrisk
L’adeguamento ai requisiti normativi e l’evoluzione verso modelli sempre più strutturati di clinical governance richiedono l’utilizzo di sistemi informativi in grado di supportare in modo integrato la gestione del rischio nelle strutture socio-sanitarie.
In questo contesto si inserisce ABCrisk, il software pensato proprio per supportare la raccolta, l’organizzazione e l’analisi degli eventi legati al rischio clinico.
Lo strumento consente di centralizzare le segnalazioni, inclusi incidenti e near miss, favorendo una gestione più ordinata e uniforme dei flussi informativi provenienti dai diversi reparti. Attraverso strumenti di analisi e reportistica, la direzione dispone di una visione strutturata dei dati che facilita il monitoraggio degli eventi, l’identificazione delle principali criticità e il supporto ai processi di miglioramento continuo dell’assistenza.
FONTI
- Report ISTAT – “Condizioni di salute degli anziani e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell’Unione Europea” (2019)
- Valore in RSA – “Cadute: strumenti di lavoro e gestione del rischio”
- Montero-Odasso M. et al., Age and Ageing, “World Guidelines for Falls Prevention and Management for Older Adults: A Global Initiative”, settembre 2022.